Apple e Volkswagen europeo potrebbero aver raggiunto un accordo per la creazione minivan a guida autonoma, secondo quanto dichiarato dal New York Times. Apple sta lavorando a lungo al progetto di veicoli senza pilota, il cosiddetto Project Titan, che voleva la società al lavoro su una propria automobile driverless. Nel corso degli anni le voci si sono ridimensionate, e il lavoro di Apple sembra pra essere incentrato molto più sulla creazione di un sistema di guida autonoma, implementabile su veicoli terzi. Per le strade statunitensi ci sono già diverse vetture che viaggiano in questa modalità per raccogliere dati sul sistema di guida autonoma in via di sviluppo.

Apple e Volkswagen, accordo, t6 transporter, driverless

Apple e Volkswagen: l’accordo

Apple e Volkswagen, a seguito dell’accordo raggiunto, dovrebbero ora creare una serie di navette autonome disposizione dei dipendenti del nuovo campus Apple Park di Cupertino. I van sarebbero basati sui nuovi T6 Transporter,  ma ampiamente modificati secondo il volere di Apple. Infatti molti degli interni, compresi i sedili, dovrebbero cambiare, così come il cruscotto. Il lavoro dovrebbe quindi essere svolto nei laboratori di Italdesign presso Torino, dove si deve ora ragionare della trasformazione dei  T6 Transporter in veicoli elettrici e a guida autonoma.

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Sebbene l’utilizzo di questi mezzi avrà uno scopo pratico reale, ovvero il trasporto dei dipendenti Apple, permarranno a bordo del veicolo sia un autista di emergenza, sia un tecnico che monitora e raccoglie i dati del sistema, dati utili al prosieguo dello sviluppo di un sistema di guida autonoma sempre più raffinato. Si tratta d’altronde di un settore brulicante dove la concorrenza si fa sentire e forte e gli accordi tra società tecnologiche e colossi dell’automotive sono sempre più frequenti. I competitor di maggior rilievo sono al momento Wymo (società controllata da Alphabet, ovvero Google), Tesla, Uber ed anche NVIDIA. Ricordiamo infine che Apple ha investito nel 2016 circa 1 miliardi di dollari in Didi Chuxing – ora Didi – ovvero la Uber cinese, società che offre un servizio che non fa parte dei core business dell’azienda californiana, ma che in prospettiva può far comodo per il suo nutrito parco macchine che macinano ciascuna centinaia di chilometri ogni giorno.