Lo smart speaker di Google, è disponibile da diverso tempo negli USA – dove è stato un successo commerciale durante lo scorso Natale – e in diverse altre nazioni europee. In Italia, possiamo già utilizzare l’assistente di Google sui nostri smartphone, e sembra funzionare piuttosto bene. Invece del Google Home, lo smart speaker, non c’è invece nessuna traccia. Tuttavia, se è vero che tre indizi fanno una prova, qui possiamo avere una quasi certezza sulla data di rilascio di almeno uno degli smart speaker di Google nel nostro Paese. In primo luogo esiste una pagina dello store tedesco, nazione dove Google Home e Google Home Mini sono venduti, quasi completamente tradotta in italiano. Si potrebbe pensare di poter acquistare il prodotto – e  qualcuno c’ha provato – ma è purtroppo necessario immettere un indirizzo di spedizione tedesco. Il secondo indizio riguarda alcuni test che sta effettuando una ristretta cerchia di utenti afferenti al gruppo delle Local Guides italiane, ovvero chi contribuisce al miglioramento della cartografia e delle informazioni sugli esercizi commerciali censiti da Google. Alcuni di questi utenti hanno infatti ricevuto un Google Home Mini, così da poter testare le funzionalità in lingua italiana del più piccolo degli smart speaker di Google. Il terzo indizio ci svela la data del 22 marzo 2018, che è semplicemente il giorno in cui Google Italia ha programmato una conferenza stampa. Non si sa nulla su ciò che verrà presentato, ma le probabilità che si tratti proprio di Google Home e Google Home Mini sono altissime. Iniziamo dunque a vedere meglio questi prodotti, per essere pronti al lancio imminente e capire come si possono integrare nella nostra smart home, come spiego nella guida – che dopo il lancio ufficiale dei prodotti verrà aggiornata – dedicata alla progettazione di una casa domotica e intelligente.

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Google Home è lo smart speaker originale della società di Mountain View, poi affiancato dalla sua versione Mini e dalla versione Max, che però non è tra quelle in procinto di arrivare da noi. Come tutti gli smart speaker, si tratta di un dispositivo sempre pronto ad ascoltarci per rispondere alle nostre domande, ma soprattutto per eseguire i nostri comandi. Ovviamente è dotato di un sistema di altoparlanti, e risulta quindi anche un diffusore audio per l’ascolto di musica. Proprio in questo aspetto si vi sono le differenze maggiore tra Google Home e Home Mini, poiché il primo è dotato di un impianto audio più generoso, mentre il secondo, di piccole dimensioni, è molto più limitato sotto questo aspetto. L’altra grande differenza è nel sistema di ascolto, dove il Google Home riesce a percepire la nostra voce anche in un ambiente moderatamente rumoroso e a grande distanza, viceversa l’Home Mini ha una capacità di ascolto solo moderatamente migliore a quella di uno smartphone.

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Tuttavia l’utilizzo principale di questi dispositivi non è a mio avviso quello dell’ascolto musicale – a differenza dell’Apple HomePod, che si comporta benissimo sotto questo aspetto. Certo, possiamo sfruttarli anche per quello scopo, ma la vera applicazione risulta quella dell’assistente domestico, soprattutto se siamo dotati – o vogliamo dotarci – di dispositivi che rendono la nostra casa una casa domotica… una smart home. Di questo argomento parlo approfonditamente nella Guida Completa alla Smart Home, e lì troverete anche molti consigli per gli acquisti, dove ogni prodotto è chiaramente indicato come compatibile o meno con l’assistente di Google, piuttosto che con il sistema Apple HomeKit o quello realizzato da Amazon con l’assistente Alexa e i suoi smart speaker Echo, che ancora attendiamo nel nostro Paese. A seconda dei dispositivi per smart home di cui vogliamo dotarci, e ovviamente della tipologia di smartphone che usiamo – se iOS o Android – potremmo scegliere quale smart speaker acquistare. Nella guida ho chiaramente detto come l’ecosistema domotico più completo e funzionale in Italia sia attualmente quello di Apple con HomeKit. Tuttavia lo sbarco nel Bel Paese degli smart speaker di casa Google potrebbe cambiare le carte in tavola, rendendo la gestione di una smart home più semplice e funzionale anche per gli utenti Android, oppure per gli utenti iOS che non vogliono usare HomeKit, ma basare il controllo della loro smart home su Google Assistant.