Uno degli ambiti più gettonati per i prodotti destinati a rendere la nostra casa una vera e propria smart home è quello della illuminazione intelligente. Sarà forse per la semplicità dell’implementazione, per i costi relativamente bassi – anche se piuttosto variabili da soluzione a soluzione – oppure per la grande offerta di lampadine smart e altri accessori per l’illuminazione disponibili sul mercato, oggi illuminare la casa con lampadine connesse e intelligenti è diventato veramente un must e una delle prime cose a cui pensare, insieme alla climatizzazione, se vogliamo vivere in una smart home.

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La lampadina ad incandescenza, come la conosciamo da fine ’800, è ormai quasi dimenticata. Tante tecnologie sono arrivate in sua sostituzione, ma quella che offre maggiori vantaggi in termini di risparmio energetico e di flessibilità è sicuramente il LED. Tutte le lampadine di cui andremo a parlare sfruttano infatti questa tecnologia, ma quello che ci interessa per la nostra smart home è anche la possibilità di controllare l’illuminazione a distanza ed in modo intelligente. Ancora meglio sarebbe avere la possibilità di dover intervenire il meno possibile sulla gestione dell’illuminazione, e che questa si adatti e muti in maniera automatica a seconda delle situazioni, come al nostro rientro in casa o con l’arrivo del tramonto. In effetti questo è il vero concetto di smart lighting verso cui vogliamo spingerci.

I protocolli di connessione per l’illuminazione intelligente e l’Internet of Things

Abbiamo detto che le lampadine – ma vedremo presto come si può andare ben oltre al concetto di lampadina a bulbo – per essere definite smart, devono essere non solo dotate di tecnologia LED ma anche connesse. Sicuramente tutti conosciamo gli standard Wi-Fi e Bluetooth per le connessioni senza fili. Questi sistemi sono spesso usati anche per la connettività nel mondo dell’Internet of Things, ma esistono anche standard diversi, sviluppati per trasmettere meno dati ma funzionare al meglio attraverso le pareti, consumando davvero pochissima energia. I protocolli di comunicazione più diffusi sono ZigBee e Z-Wave. Non vogliamo ora entrare nel dettaglio di queste tecnologie, anche perché non è solo in base a questo che dovrete scegliere quali prodotti acquistare, bisogna tuttavia sapere che esistono e che presentano molti vantaggi, e qualche svantaggio, rispetto i più comuni Wi-Fi e Bluetooth.

Illuminazione intelligente e connessa

In breve possiamo dire che lo standard Z-Wave funziona a basse frequenze per far penetrare il segnale attraverso i muri spessi, tuttavia queste frequenze sono diverse a seconda della regione geografica e quindi un dispositivo basato su Z-Wave acquistato in Nord America non sarà utilizzabile insieme ad uno acquistato in Italia. ZigBee è uno standard aperto – è stato creato e certificato dalla Wi-Fi Alliance – e sfrutta sia la frequenza dei 915MHz che quella dei 2.4GHz, quest’ultima è la stessa di molte reti Wi-Fi. Il suo raggio di estensione è di circa 15m contro i 30m raggiungibili da Z-Wave, ma grazie ai bassissimi consumi garantiti è possibile implementarlo anche su dispositivi a batteria, come piccoli telecomandi, garantendone una buona longevità. Inoltre, poiché ogni dispositivo funge da ripetitore di segnale, sarà molto semplice portare i comandi anche su lunghe distanze. Sia ZigBee che Z-Wave per funzionare necessitano della presenza di un hub centrale a cui tutti i componenti connessi (lampadine, interruttori, ma anche altri accessori IoT non strettamente legati all’illuminazione) si interfacciano.

D’altro canto Wi-Fi e Bluetooth hanno dalla loro parte la possibilità di funzionare senza un hub, di contro possiedono consumi molto elevati e tempi di latenza maggiori nelle comunicazioni. Io personalmente li ritengo una scelta valida solo per sistemi semplici, ovvero una lampadina Bluetooth ha senso di esistere quando è una delle poche installate in casa. Se invece vogliamo, fin da subito o nel tempo, rendere l’intera illuminazione domestica smart, sarebbe bene orientarsi su sistemi basati su standard più adatti. Nel 2017 è stato presentato anche il protocollo Bluetooth Mesh, ma il suo utilizzo è ancora limitato. Google ha anche annunciato il protocolla Thread, che si trova già in alcuni dispositivi ma sempre in abbinamento ad altri standard. Man mano che verranno presentati i diversi prodotti, dichiareremo sempre a quali protocolli si appoggiano, sia per quanto riguarda l’illuminazione intelligente sia per gli altri temi che affronteremo nelle diverse guide per smart home.

Lumen, lux, temperatura colore e consumi

Il primo aspetto di cui essere consapevoli è che una buona illuminazione – che non significa solamente tanta luce, anzi – può migliorare drasticamente la qualità della vita nell’ambiente domestico, così come in ufficio, studio, o qualsiasi altro luogo chiuso in cui si trascorre molto tempo. Viceversa un’illuminazione approssimativa risulta dannosa per il nostro corpo e per la psiche, portando a malesseri quali disturbi del sonno, cefalee, mancanza di attenzione e danni alla vista. Qualora possibile è bene sfruttare al massimo, durante le ore diurne, la luce naturale che filtra da finestre e lucernai, mentre la sera far intervenire la luce artificiale, evitando che questa interferisca con il nostro ritmo circadiano, come vedremo a breve. Prima di addentrarci nelle funzionalità di una lampadina smart, dobbiamo dunque essere a conoscenza di qualche parametro appartenente a qualunque lampadina, anche a quelle non connesse e che sfruttano tecnologie più antiquate.

Quanta luce serve?

La prima cosa che ci interessa – ed è il motivo che sta alla base dell’acquisto di una lampadina – è che questa faccia luce. Ok ma quanta luce fa? Scordatevi di utilizzare parametri quali la potenza (espressa in Watt) per misurare la luce emessa da una sorgente. Questo poteva avere un senso al tempo delle lampadine ad incandescenza, ma ormai è una dato che non ha nulla a che vedere con la luminosità quanto, come è giusto che sia, con i consumi. Il parametro da prendere in considerazione è il lumen (lm) ed è indicato sulla confezione di qualunque lampadina. Il lumen indica, in pratica, la quantità di luce emessa dalla lampadina. In caso di lampadine dimmerabili, ovvero per le quali è possibile regolare l’intensità luminosa, viene solitamente indicato solo il valore massimo ottenibile.

Per sapere di quanti lumen abbiamo bisogno per illuminare adeguatamente ciascun ambiente dobbiamo introdurre un secondo parametro, definito lux (lx). Questo valore indica, per la farla semplice, la quantità di luce che arriva su una superficie. Detto in maniera più precisa, il lux è il parametro che misura l’illuminamento, mentre il lumen misura il flusso luminoso. La relazione che lega queste due grandezze è espressa dalla seguente semplice formula

lux = lumen / mq

che mostra chiaramente come all’aumentare della dimensione della stanza siano necessari più lumen – quindi lampadine più potenti o in numero maggiore – per ottenere i lux necessari alla corretta illuminazione dell’ambiente. Ma quanti sono i lux corretti per ciascun ambiente di casa? Ecco un piccolo elenco che può chiarificare le idee:

  • zone di passaggio: 50–150 lux
  • cucina: 200–400 lux
  • bagno: 100–250 lux
  • salotto: 150–300 lux
  • camera da letto: 100–150 lux
  • zona di lettura: 250–400 lux
  • cantine, solai, garage: 50–100 lux

Bisogna tenere presente che tutte le lampadine che andremo ad analizzare hanno la possibilità di regolare l’intensità della luce emessa, da un valore di lumen molto basso fino a quello indicato in etichetta. Sarebbe bene quindi cercare di realizzare impianti che abbiano la capacità di fornire valori pari ad almeno il dato massimo indicato per ciascun ambiente in termini di lux, ben consapevoli che potremo al bisogno diminuire l’intensità luminosa attraverso il dimmer della lampadina.

Luce calda, fredda e colorata

Uno dei motivi per cui l’illuminazione intelligente può portare ingenti benefici alla nostra vita sta nel fatto che la maggior parte delle lampadine connesse in vendita ha la possibilità di regolare la loro temperatura colore, con variazioni dai toni più caldi a quelli più freddi. La temperatura colore si misura in gradi Kelvin (K) e nelle lampadine varia solitamente dai 2000 ai 6500 Kelvin, con la possibilità di estendere questo range per le lampadine RGB. Valori più bassi indicano colori più caldi, simili a quelli di una candela o la luce emanata dalla fiamma di un camino. Salendo nella scala si arriva alla luce bianca intorno ai 4000K, per poi entrare nella fascia del bianco freddo, sempre più tendente al blu.

Illuminazione intelligente e connessa

Le lampadine RGB/RGBW sono capaci di mostrare migliaia o milioni di colori diversi, offrendo dunque la possibilità di ricreare atmosfere particolari, come l’illuminazione adatta ad una festa o ad un momento di rilassamento. Esistono, ovviamente, anche lampadine più simili a quelle tradizionali, dotate comunque della connettività wireless e della possibilità di regolare l’intensità della luce, ma senza il controllo della temperatura colore o dello spettro RGB. Si tratta di prodotti più economici, ma che possono risultare utili in ambienti di servizio come un ripostiglio, un locale lavanderia e comunque in tutti quegli spazi che non prevedono la permanenza di persone per tempi prolungati. Negli altri casi consigliamo l’acquisto di prodotti che permettano almeno la regolazione della temperatura colore, dai toni più freddi a quelli più caldi. Perché questo? Il motivo è che il nostro cervello è abituato leggere i toni freddi come quelli appartenenti alle ore diurne, innalzando così il nostro livello di attenzione quando immersi nello spettro blu. Durante i periodi di rilassamento e nelle ore antecedenti il sonno, sarebbe bene che la temperatura colore calasse gradualmente verso toni più caldi. Grazie all’automazione apportata dalle luci smart, è possibile far variare la temperatura colore delle lampadine durante il giorno in maniera automatica, a seconda dell’orario e delle ore di alba e tramonto nella nostra zona.

Potenza e consumi, qualcosa di cui non preoccuparsi… o quasi

L’ultimo punto da analizzare in questo paragrafo riguarda i consumi. Abbiamo già detto che tra gli innumerevoli vantaggi della tecnologia LED, sicuramente si annoverano i consumi ridottissimi, a parità di luce generata, rispetto a tutte le altre tipologie di lampadine in commercio. Le lampadine a LED si attestano sulla classe A del consumo energetico, mentre nei migliori casi si arriva alla classe A+. La classe A++, la più alta per tale tipologia di prodotto, non è ancora raggiunta dalle lampadine a LED tradizionali, ma è un obiettivo per il prossimo futuro. Qualche lampadina a LED può invece ricadere nella classe B, ma si tratta di prodotti di qualità scadente e di cui non si consiglia l’acquisto. Una lampadina a LED da 800 lumen in classe A ha una potenza di circa 9,5–10W, un’inezia se paragonata alle vecchie lampadine ad incandescenza, ma fa decisamente meglio anche delle alogene e delle CFL, dove rispetto quest’ultime c’è il grande vantaggio di avere la massima luminosità disponibile fin da subito. La vita media di una lampadina a LED può arrivare tranquillamente a toccare i 15–20 anni, un risultato decisamente migliore di tutte le altre tecnologie in commercio.

Quando si parla di accessori smart connessi, bisogna tenere in considerazione un altro fattore, ovvero che questi non sono quasi mai veramente spenti, a meno che non interrompiamo il flusso di corrente verso di essi, ma a questo punto verrebbe meno il senso del prodotto. Quando la lampadina non emette luce rimane comunque connessa alla rete, pronta ad accendersi ad un nostro comando, ma consumando una piccola quantità di energia. Si parla di pochissimi Watt, o meglio frazioni di Watt, ma è un dato da tenere in considerazione. Sappiate che una lampadina connessa con tecnologia Bluetooth o peggio Wi-Fi, da spenta consumerà più energia di quanto non faccia una che sfrutti i protocolli ZigBee o Z-Wave, molto più parsimoniosi.

Controllo a distanza e automatismi

Fino ad ora abbiamo parlato dei protocolli di connessione più utilizzati nel mondo IoT (Internet of Things) e passato in rassegna le principali caratteristiche delle lampadine LED. È giunto ora il momento di entrare nel vivo della questione. Come possiamo controllare l’illuminazione di una abitazione basata su lampadine connesse?

Se avete solo lampadine tradizionali, per accendere e spegnere le luci ricorrete quasi certamente ai classici interruttori, ovvero strumenti atti ad aprire e chiudere il circuito elettrico che porta la corrente alla resistenza della lampadina. I più comuni sono quelli a parete, che solitamente si trovano vicino all’ingresso di ogni stanza, oppure le classiche perette collegate al filo di una abat-jour. Il fatto è che per controllare la luce di un ambiente dovete essere presenti nello stesso, e avete solitamente uno, due o al massimo tre punti prestabiliti dove recarvi per accendere e spegnere le luci. Se in una stanza avete contemporaneamente acceso più punti luce, come nel caso della plafoniera principale, di una abat-jour sul comodino e una lampada da scrivania, difficilmente avete la possibilità di spegnerli tutti e tre con una sola mossa. Certo, come ho spiegato nell’introduzione della Guida Completa alla Smart Home, il concetto di domotica e le sue applicazioni esistono ormai da molti anni, ma si tratta di complessi sistemi chiusi, costosi, poco flessibili, e non certamente così diffusi nelle abitazioni – anche quelle di più recente costruzione.

Illuminazione intelligente e connessa

Il primo controllo basilare concesso da un sistema di illuminazione intelligente è quello della gestione tramite smartphone, sfruttando un’app o semplicemente utilizzando la nostra voce attraverso gli assistenti virtuali come Siri, Alexa o Google Assistant. Parleremo in seguito approfonditamente di come gli assistenti virtuali possano aiutarci nel controllo delle funzioni di una smart home, e chiaramente non solo per quanto riguarda l’illuminazione. Accendere e spegnere tutte le luci di una stanza, di un insieme di stanze (come la zona giorno o la zona notte), di un piano o dell’intera casa diventa così un’operazione facilissima, veloce ed effettuabile anche quando non ci troviamo fisicamente nell’abitazione – a patto che le nostre lampadine siano connesse alla rete internet, e non solo controllabili a breve distanza tramite un telecomando Bluetooth.

Fino a qui più che una casa intelligente sembra una casa controllabile dallo smartphone, che di per sé è comunque un enorme passo avanti, ma nulla rispetto le possibilità che ci si prospettano. Il punto forte riguarda gli automatismi, i sistemi di geofence (o geo-fence), la creazione di “scene” e l’abbinamento con altri prodotti IoT, quali ad esempio sensori di movimento. Tutto questo messo insieme rende veramente superiore l’esperienza di illuminazione della nostra abitazione.

Un colore per ogni occasione

Ho già detto che esistono almeno tre tipologie di punti luce smart in base al colore della luce, ed iniziamo a metterci nell’ottica che non si tratta solo di lampadine, ma anche strisce LED, pannelli luminosi e veri e propri lampadari. La prima tipologia è quella delle fonti di luce a temperatura colore fissa, che io annovererei tra i prodotti da posizionare solo in ambienti di servizio come ripostigli, garage o cantine. La seconda tipologia riguarda quei prodotti che hanno la possibilità di regolare la luce dal bianco caldo tendente all’arancio a quello freddo tendente al blu. Si tratta di luci non troppo costose che possiamo utilizzare in tutti gli ambienti della casa. La terza tipologia è quella delle luci RGBW, capaci di riprodurre una gamma di milioni di colori diversi. Sono un po’ più costose delle corrispettive luci bianche, ma possono essere utili da posizionare in quegli ambienti dove vorremo ricreare atmosfere particolari, magari durante una festa, o per sfruttare i colori per pratiche di cromoterapia.

Illuminazione intelligente e connessa

A questo punto è possibile sfruttare gli automatismi basati sull’orario di alba e tramonto del sole, non solo per fare in modo che le luci della casa si accendano automaticamente al momento giusto, ma affinché la temperatura colore delle luci sia sempre la più adatta per non interferire con il nostro ciclo circadiano. Un’altra soluzione interessante è quella di sfruttare le scene per predisporre l’illuminazione domestica più adatta ad ogni occasione. È possibile fare in modo che le luci si accendono lentamente al mattino, per un risveglio lento e naturale, mentre si facciano sempre più tenui durante la sera. Possiamo impostare una scena adatta alla lettura, con una luce forte ma non troppo fredda, ed una scena adatta alla concentrazione e a mantenere alta la soglia di attenzione, sfruttando luci forti e tonalità tendenti al al bianco ghiaccio. Non sarebbe bello se le luci pulsassero a ritmo di musica in una varietà infinita di colori? Con molti sistemi è possibile farlo, e la casa assume un tocco unico durante le feste. E quando siete fuori casa? Un automatismo può accendere e spegnere le luci di varie stanze in maniera periodica, dando la sensazione che qualcuno si trovi effettivamente nell’abitazione, un sistema scaccialadri piuttosto dissuasivo.

Oltre agli automatismi è interessante l’utilizzo dei sistemi di geofencing. Come sappiamo i nostri smartphone possono localizzarci con precisione attraverso il GPS, ma possono anche conoscere l’area approssimativa in cui ci troviamo, sapendo quali sono i ripetitori telefonici più vicini a noi. Questo secondo metodo permette una localizzazione di massima, senza consumare più batteria dello smartphone di quanto non avvenga in una situazione normale, senza GPS attivo. Queste tecniche, che sono appunto definite geofence (recinto geografico), possono essere ben sfruttate nel mondo dell’IoT. L’applicazione più interessante è quella legata alla climatizzazione, e ne parleremo sicuramente in modo approfondito nel capitolo dedicato di questa guida. Per quanto riguarda l’illuminazione, invece, possiamo sfruttare il geofencing per impostare delle scene personalizzate a seconda dei nostri spostamenti, ovvero della nostra presenza o assenza nell’abitazione. Ecco che uscendo di casa non dovremo più preoccuparci di spegnere le luci, ma queste sapranno esattamente cosa fare in modo autonomo, spegnendosi del tutto oppure impostando una scena dissuasiva per potenziali ladri, magari solo nelle ore notturne o se la luminosità rilevata da qualche sensore risulta sotto una certa soglia. Al nostro rientro in casa troveremo invece le luci accese, secondo le nostre preferenze.

Abbiamo visto quante cose si possono fare solo con una categoria di prodotti, quelli destinati all’illuminazione intelligente. Immaginate ora di applicare tutto quanto descritto a tanti ambiti diversi, potete così iniziare a farvi un’idea di come possa essere vivere in una smart home.

App proprietarie e sistemi centralizzati

Prima di passare a vedere quali sono i migliori prodotti per l’illuminazione, dobbiamo parlare di un ultimo argomento, valido anche per tutti gli altri ambiti che andremo ad analizzare.

A differenza di un sistema domotico chiuso, realizzare una smart home è un processo sempre in divenire. Possiamo scegliere di aggiornare o aggiungere accessori nel tempo, e soprattutto ci è concesso di utilizzare prodotti di più marche, con la tranquillità che questi possano funzionare insieme – o quasi. Vediamo di capirci meglio. Quasi tutti i prodotti IoT si controllano attraverso un’app dedicata, disponibile quasi certamente per Android ed iOS. Tuttavia controllare un’intera abitazione ricorrendo a tante diverse app, una per ogni brand di cui abbiamo acquistato un accessorio, è sicuramente frustrante e tutt’altro che smart. Per fortuna esistono dei sistemi che vanno a centralizzare tutti controlli in un unico strumento, e rendono possibile il controllo della casa anche con dei semplici comandi vocali rivolti all’assistente virtuale di turno – quello che ormai troviamo in tutti gli smartphone e nei sempre più diffusi smart speaker.

Illuminazione intelligente e connessa

I tre sistemi principali si chiamano Google Home (o Assistant), Amazon Alexa ed Apple HomeKit. Mentre Apple ha reso disponibile in Italia ormai da diverso tempo il suo ecosistema, Google ha introdotto i controlli domotici per la nostra lingua più tardi, ma grazie agli aggiornamenti più recenti di Google Home, ora la situazione tra i due ecosistemi domotici è molto simile. Anche Alexa, sistema di Amazon, è ormai arrivato in Italia, ma in questo caso i controlli relativi alla casa domotica sono limitati ad un utilizzo con la voce, almeno per il momento – ma la situazione cambierà di certo in futuro.

Approfondiremo le tematiche riguardanti Apple HomeKit e gli altri sistemi centralizzati, ma al momento di acquistare un prodotto smart per la propria abitazione è necessario tenere presente quanto segue. Al momento dell’acquisto è importante controllare che i prodotti siano certificati per lavorare con il sistema scelto, come Apple HomeKit, Google Assistant ed Amazon Alexa , e per farlo vi basterà osservare se sulla confezione è presente il marchietto corrispondente, o comunque se ci sono indicazioni in merito nella descrizione del prodotto. Se utilizzate dispositivi Apple, il vostro interesse principale dovrebbe essere la compatibilità con HomeKit, ma nulla esclude di utilizzare Google Assistant o Amazon Alexa anche su iPhone, sebbene l’integrazione risulti a mio parere peggiore.

Illuminazione intelligente e connessa

Viceversa, qualora utilizziate dispositivi basati su Android, il consiglio è quello di acquistare prodotti che siano compatibili con Google Assistant o Amazon Alexa – nulla vieta ad un prodotto di funzionare perfettamente con tutte e tre le soluzioni citate. Avremo modo di parlarne più avanti, ma un ulteriore strumento per l’automazione si chiama IFTTT (If This Than That, traducibile come Se Questo Allora Quello), che permette di programmare alcuni avvenimenti che si verificano sotto certe condizioni. Ad esempio “SE: mi allontano da casa ALLORA: spegni le luci e imposta la temperatura a 18°C”. Tutto questo è possibile farlo anche con il sistema Apple HomeKit, e con le app proprietarie di molti prodotti per smart home in modo semplice e integrato, ma IFTTT è un’ottima alternativa ed apre a diverse possibilità di integrazione, altrimenti non sfruttabili. Ovviamente tutti gli accessori smart e connessi hanno anche delle app dedicate, da cui si può fare praticamente tutto. Ritengo tuttavia impagabile la possibilità di sfruttare un controllo centralizzato come quello offerto da Apple HomeKit o Google Home.

Illuminazione intelligente, guida all’acquisto dei migliori prodotti

Eccoci giunti alla nostra guida all’acquisto in cui vi mostriamo diverse soluzioni presenti sul mercato, spiegandovi pro e contro di ognuna di esse. Con le conoscenze che avete acquisito nella lettura di questa guida e quanto diremo ora, scegliere la soluzione ideale per voi e la vostra abitazione non dovrebbe più essere un problema. Ma se al termine della lettura vi rimarranno dei dubbi, non esitate a farceli sapere.

Philips Hue, un catalogo infinito per l’illuminazione smart

La prima serie di prodotti per l’illuminazione di cui vorrei parlarvi è quella proposta da Philips, con il brand Hue. L’azienda olandese ha anticipato la concorrenza portando per prima sul mercato dei prodotti smart di alta qualità, aggiornando il suo catalogo con sempre nuovi accessori d’illuminazione e fornendo un’esperienza completa a cui difficilmente altri brand possono invidiare qualcosa.

Per entrare nel mondo dell’illuminazione smart con la proposta di Philips Hue dobbiamo in primo luogo acquistare un bridge, che troviamo anche incluso in uno degli Starter Kit disponibili nel catalogo dell’azienda. Una volta collegato il bridge al modem di casa avremo la possibilità di connettere fino a 50 tra lampadine, strisce LED, lampadari, oltre a 10 accessori come interruttori e controlli aggiuntivi vari. Ovviamente possiamo aumentare il numero massimo di dispositivi attraverso appositi strumenti di estensione. Philips Hue si basa sul protocollo ZigBee e tutti i prodotti sono certificati per funzionare con Apple HomeKit. È garantita anche la piena compatibilità con Amazon Alexa e Google Assistant. Insomma, da questo punto di vista siamo garantiti su ogni fronte.

Starter Kit e lampadine

Per iniziare ad entrare nel mondo di Philips Hue è consigliabile l’acquisto di uno Starter Kit, e ce ne sono di diversi tipi. Tra quelli che includono anche l’indispensabile bridge, il kit più basico di tutti comprende due lampadine a luce bianca calda (2700K) con attacco E27 (Edison grande) e si chiama Hue White Starter kit E27. Come ho detto nella in precedenza, consiglio l’utilizzo di queste lampadine solo negli ambienti di servizio o passaggio, preferendo punti luce con temperatura colore regolabile – o ancora meglio se RGBW – nelle stanze principali. In ogni caso tutte le lampadine della serie Hue sono dimmerabili, ovvero è possibile regolare l’intensità della luce emessa. Le lampadine a luce bianca fissa a 2700K hanno una luminosità di 800 lumen e consumano circa 9.5W.

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Un’altra versione di questo kit comprende tre lampadine anziché due, e aggiunge un telecomando/interruttore dimmer. Quest’ultimo accessorio ha, a mio parere, un’importanza da non sottovalutare. Tutti nelle nostre abitazioni poco smart siamo abituati ad accendere le luci premendo gli interruttori posti sul muro, di norma vicino alla porta d’ingresso di una stanza. Credo che anche una smart home non possa ancora fare a meno di questo sistema, declinato nella sua forma più intelligente.

L’interruttore Hue di cui parliamo non è altro che una placchetta attaccabile al muro o ad altre superfici con diversi sistemi: calamite, adesivi preapplicati, viti. Non è ovviamente necessario far arrivare nessun filo elettrico all’interruttore, che funziona a batteria e comunica senza fili con uno o più punti luce. La placchetta da fissare al muro non è poi altro che un supporto magnetico per il telecomando vero e proprio, che possiamo dunque spostare in varie posizioni, portandolo per esempio sul comodino della camera da letto. Immaginate una situazione in cui vi trovate a letto e volete spegnere le luci: il modo più veloce è quello di impartire un comando vocale, ma magari non volete svegliare qualcuno che sta dormendo al vostro fianco. Certo, è sempre possibile utilizzare lo smartphone o lo smartwatch, ma per quante scorciatoie possiamo utilizzare, premere un semplice pulsante sul telecomando rimane il metodo in assoluto più veloce. Attraverso di esso possiamo anche regolare l’intensità della luce. Quando il telecomando è applicato alla parete risulta un classico interruttore, questo anche agli occhi di chi non sa che si trova in una smart home, rendendo la vita facile agli eventuali ospiti che potranno accendere e spegnere le luci di una stanza – in quanto ospiti si ha solitamente indipendenza nel fare ciò durante l’uso del bagno – in modo naturale e semplice, come fossero a casa loro.

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Eccoci dunque a vedere uno degli Starter Kit più interessanti, lo Hue White Ambiance Starter kit E27, che include il bridge, un telecomando e tre lampadine (esiste anche con solo due) di tipo ambiance, ovvero come Philips ha deciso di nominare quei punti di luce in grado di variare la loro temperatura colore. Le lampadine di questo tipo hanno una luminosità di 806 lumen e consumano 9.5W. La loro temperatura colore può variare da dei caldi 2200 Kelvin a dei freddi 6500 Kelvin. Ovviamente le lampadine sono anche dimmerabili.

Lo step successivo è quello offerto dai punti luce RGBW,che si trovano in kit acquistando lo Hue White and Color Ambiance Starter kit E27, oppure in versione con attacco GU10, quello utilizzato per i faretti da incasso. Le lampadine Philips RGBW sono in grado di variare la loro temperatura colore tra 2000K e 6500K, mostrando oltre 16 milioni di colori, per una luminosità massima di 806 lumen a 4000K. I furetti arrivano invece a 250 lumen a 4000 K. La qualità dei colori offerti dai prodotti Philips Hue è veramente elevata, e nessun altra lampadina smart è in grado di eguagliarne la resa, anche se ormai le differenze con i migliori prodotti sono risicate e spesso non varrebbero la differenza di costo, se non fosse per la vastità del catalogo Philips, ancora in espansione.

Lightstrip Plus, strsicia LED per l’illuminazione indiretta

Per un’illuminazione d’atmosfera la soluzione migliore è a mio parere l’utilizzo di strisce a LED da incollare sopra mobili alti come armadi, librerie, pensili della cucina, oppure sotto strutture basse come quella del letto, o dietro mobili che guardano verso una parete di colore chiaro, come una scrivania. L’effetto di illuminazione è assicurato. Per fare questo Philips propone la sua Lightstrip Plus, una striscia LED RGBW della lunghezza di 2 metri ed estendibile fino a 10 metri acquistando le apposite parti aggiuntive. Un metro di striscia emette 800 lumen, si parte dunque dai 1600 lumen iniziali, con la possibilità di tracciare il perimetro di un’intera stanza e fornendo così all’ambiente ben 8000 lumen. Se avete bisogno dia acquistare anche il bridge, esiste un kit.

Illuminazione intelligente e connessa

Oltre alle lampadine con attacco E27 o i furetti GU10 presenti nei kit, possiamo scegliere le lampadine a candela con attacco E14 (Edison piccolo), sia in versione White Ambiance che colorata. Il catalogo dei prodotti Hue si sta espandendo sempre di più ed oltre alle lampadine e strisce LED sono presenti anche lampadari, lampade da tavolo, a sospensione, faretti da incasso, luci spot, lampade da soffitto – oltre il fatto che all’inizio del 2018 ha annunciato l’arrivo di una nuova serie di prodotti dedicati all’illuminazione di esterni e giardini.

Interruttore Dimmer e Interruttore Tap

Parlando invece di accessori, oltre al già citato Interruttore Dimmer, venduto anche insieme a molti kit, troviamo l’Interruttore Tap. Questo comando di forma circolare è utilizzabile come un interruttore da parete e come telecomando da portarsi appresso. Presenta quattro pulsanti che possiamo associare a quattro diverse scene, per avere con un solo tocco l’illuminazione giusta per l’attività che stiamo andando a svolgere nella stanza. Tra le caratteristiche più peculiari vi è la totale assenza di batterie, poiché funziona grazie all’energia cinetica fornita dai tocchi dell’utente – e questo è senza dubbio possibile grazie al fatto che il sistema Hue si basa sul protocollo di comunicazione ZigBee, molto parco di risorse energetiche.

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Detto questo vorrei anche sottolineare che se dovessi trovare un difetto alla linea Philips Hue, punterei il dito proprio contro questi interruttori, sia verso il Tap che verso il Dimmer. Si tratta di una cosa da poco, ma ritengono che questi prodotti avrebbero meritato una costruzione migliore ed un assemblaggio più solido e preciso. Le plastiche non sembrano di qualità eccelsa, ma soprattuto la pressione dei pulsanti lascia spesso una sensazione sgradevole – sono troppo instabili, dalla corsa traballante, per un feeling complessivo poco riuscito.

Il sensore di movimento Hue

L’ultimo accessorio della linea Hue di cui voglio parlare è il sensore di movimento. C’è chi ama metterli un po’ dappertutto e chi preferisce avere un controllo meno automatizzato dell’accensione e spegnimento delle luci. Io ritengo che il sensore di movimento sia sicuramente utilissimo in certi ambienti bui e privi di finestre come ripostigli, disimpegni, cabine armadio, bagni ciechi, cantine e garage; oppure per accendere luci di servizio utili in alcuni momenti come l’illuminazione delle scale o di un corridoio al passaggio di una persona. Il sensore di movimento Hue presenta anche un sensore di luminosità ambientale, e attraverso l’app si può personalizzare al meglio il comportamento dei punti luce in base a questi due dati rilevati dall’accessorio, ovvero il passaggio di una persona e l’eventuale luce presente nell’ambiente.

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L’app Philips Hue, l’ecosistema HomeKit e l’app Casa

Per la configurazione ed il controllo di un ecosistema Hue, Philips ha realizzato un’app compatibile con i dispositivi iOS e Android. Nel gennaio 2018 ha annunciato la versione 3.0, che arriverà solo più avanti nel corso dell’anno. L’app Hue è molto completa e permette di impostare al meglio tutte le scene che desideriamo personalizzare e i comportamenti delle luci durante particolari condizioni: risveglio, alba e tramonto, uscita o rientro in casa, sincronizzazione delle luci RGB con musica o videogiochi, e così via. Tuttavia, se si sta predisponendo la casa a funzionare con l’ecosistema Apple HomeKit, dopo la prima configurazione possiamo pure dimenticarci dell’app di Philips.

L’app Casa sviluppata da Apple, oltre a permettere una completa personalizzazione come quella nativa, ha il grande vantaggio di racchiudere in un solo luogo tutti i nostri accessori IoT. Se lo desideriamo potremmo anche scegliere di installare delle lampadine Philips Hue in salotto, e delle lampadine smart più economiche – ma sempre compatibili con HomeKit – in camera da letto, per poi controllare tutto dalla medesima app e con l’aiuto dell’assistente virtuale Siri. Questo discorso è ovviamente valido anche per gli altri ecosistemi di Google e Amazon, ma bisognerà attendere la piena implementazione di questi sul mercato italiano.

L’interfaccia dell’app Casa è molto pulita, ma allo stesso tempo integra tutte le funzioni di cui si ha davvero necessità. Ci sono tre sezioni principali: Casa, Stanze e Automazione. Attraverso la prima, che poi mantiene il nome dell’app stessa, è possibile controllare tutti gli accessori di casa, tra quelli compatibili con HomeKit ovviamente. Nella seconda scheda abbiamo il controllo degli accessori presenti nelle singole stanze, mentre la terza sezione è dedicata alla personalizzazione dei comportamenti che gli accessori devono avere in modo automatico.

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OSRAM, districarsi tra Bluetooth e ZigBee

Dopo aver visto la soluzione per l’illuminazione di Philips è ora di presentare il catalogo di un altro nome importante, OSRAM. Di recente la società ha deciso di suddividere commercialmente i vari settori della produzione delle lampade, dando vita ad una nuova società che opera sotto il nome di Ledvance. Sappiate dunque che se in futuro vedrete sempre più spesso il marchio Ledvance, ci si riferisce sempre ad un prodotto della storica società tedesca OSRAM.

Lightify e Smart+, che confusione!

Capire cosa offre al momento OSRAM non è semplice, e vediamo subito perché. La linea di prodotti che potremmo mettere in diretta concorrenza con Philips Hue si chiama OSRMAM Lightify. Come la linea Hue, Lightify è basata sul protocollo ZigBee, presenta un’app dedicata e si integra con HomeKit, anche se non perfettamente, e con Amazon Alexa. Proprio come per Philips è necessario acquistare il bridge della serie Lightify per mettere in comunicazione tutti gli accessori e farli dialogare a loro volta con il nostro smartphone. In questi primi mesi del 2018, tuttavia, rimangono molti dubbi su quale futuro OSRAM abbia riservato alla linea Lightify, nonostante si trovino ancora in vendita diversi prodotti, anche a prezzi molto concorrenziali.

La società tedesca ha infatti presentato la nuova serie di accessori intelligenti chiamata OSRAM Smart+, sempre basata sul protocollo ZigBee. Qual è la differenza tra Smart+ e Lightify, direte voi? Smart+ è pensata come una serie di accessori che si vanno ad integrare in un ecosistema ZigBee già predisposto. Questo significa che non esiste un bridge della serie Smart+ (si può sempre usare quello di Lightify) ma ne è richiesto uno terzo, purché basato su ZigBee. Per esempio, se abbiamo acquistato uno Starter Kit Philips Hue, possiamo completare l’illuminazione della casa acquistano delle lampadine bianche per i locali di servizio della serie Smart+ di OSRAM, un po’ più economiche di quelle Philips. Queste si integreranno perfettamente nell’ecosistema smart casalingo e saranno gestibili attraverso HomeKit, IFTTT, o qualunque altro sistema supportato dal bridge ZigBee centrale.

Quanto appena descritto è proprio la grande forza di avere uno standard aperto e ben supportato quale ZigBee. Come paragone potrei osare dicendo che è un po’ la stessa cosa di acquistare un router Wi-Fi. Sappiamo che il Wi-Fi è uno standard, e che qualunque dispositivo – PC, smartphone o tablet che sia – di qualunque marca potrà collegarsi al nostro router Wi-Fi, purché supporti questo protocollo. Insomma, una volta costituito un cuore centrale dell’abitazione (con il bridge, hub o gateway – viene chiamato in questi tre modi) basato su ZigBee, sarà possibile integrare tanti accessori di marche diverse che funzionano attraverso lo stesso standard.+

Illuminazione intelligente e connessa

La linea di prodotti Smart+ di OSRAM comprende anche un paio di accessori esclusivamente dedicati all’ecosistema HomeKit e che funzionano senza necessità di avere un bridge. Si tratta della lampadina Smart+ Classic E27 Multicolor per HomeKit e della striscia a LED Smart+ Flex 3P Multicolor – sempre esclusiva per HomeKit.

Questi due prodotti non necessitano di un bridge per funzionare poiché si basano sullo standard Bluetooth, anziché ZigBee. Tuttavia sono perfettamente integrabili con tutti gli altri accessori della casa che appartengono all’ecosistema HomeKit. Una volta installati, infatti, si potranno rintracciare nell’app Casa e funzioneranno alla stregua degli altri accessori. Dal canto nostro ci dimenticheremo presto di quali siano gli accessori Bluetooth e quali quelli ZigBee. Bisogna dire però che ha poco senso acquistare un accessorio Bluetooth quando abbiamo deciso di implementare un hub ZigBee in casa, e sarebbe preferibile continuare ad acquistare accessori che sfruttino un protocollo più specifico allo scopo, controllabili anche con telecomandi esterni, sensori di movimento e quant’altro, senza considerare la stabilità del collegamento e la risposta ai comandi, immediata con ZigBee, leggermente in ritardo con il Bluetooth.

Smart+ con ZigBee, lampadine per ogni esigenza

Il catalogo Smart+ di OSRAM comprende le lampadine Classic E27 Multicolor (in questo caso mi riferisco alla versione ZigBee, non sviluppata in esclusiva per HomeKit), dotate di luce dimmerabile da 16 milioni di colori, 810 lumen e un consumo di 10W. Dalle specifiche tecniche sembrano assolutamente allineate con le lampadine Philips Hue, ed in effetti le differenze non sono poi molte. Ho riscontrato una maggiore fluidità nelle variazione di colore nel prodotto Philips, dove le OSRAM tendono a sfarfallare leggermente nei cambi di colore rapidi ed hanno qualche pecca in situazioni complesse, come dei viraggi di temperatura imprevisti quando si abbassa la luminosità a pochi punti percentuali. Nulla di grave sia chiaro, ma è giusto tenerne conto. D’altra parte una lampadina OSRAM si trova a più buon mercato, soprattutto nella versione bianca, che rimane la scelta ideale per alcuni ambienti.

Oltre alla versione RGBW troviamo la Classic E27 Tunable White, con temperatura colore variabile tra i 2700K e 6500K, sempre per 810 lumen e 10W di consumo. La versione più economica è dimmerabile – la Classic E27 Dimmable – ma presenta una luce calda non regolabile, a 2700K di temperatura colore per 810 lumen e 10W di consumo. Troviamo poi la versione a candela con attacco piccolo (E14), che emette 470 lumen e si regola tra i 2700K e 6500K. Stranamente nonostante la minor luminosità i consumi rimangono fissi sui 10W.

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Anche qui non mancano i faretti LED sia Tunable White (2700–6500K) che Multicolor, entrambi capaci di 350 lumen e dal consumo di 6W. Presenti anche i faretti con attacco GUS5.3 e le lampadine a bulbo con attacco B22D. Il catalogo di lampade e lampadari è al momento molto più ristretto di quello Philips e comprende solo una plafoniera da attaccare al soffitto, la Ceiling Tunable White, con luce bianca dalla temperatura colore regolabile.

Strisce LED e tutto per l’outoor

Passando a parlare di strisce LED, troviamo Flex 3P Multicolor dalla lunghezza di 180cm, estendibile fino a 6 metri. Per chi lo desidera è presente in catalogo anche una striscia a LED per l’esterno, dalla lunghezza di 480cm per 1000 lumen. La striscia è dotata di protezione IP65 contro gli agenti atmosferici, e dunque in grado di resistere anche all’umidità o sotto scrosci di pioggia. Sempre per il giardino sono presenti Gardenpole Multicolor, una serie di paletti luminosi dotati di luci RGBW, ideali per creare sentieri luminosi o dare un tocco di vita alla vegetazione. Si tratta di un modulo formato da 5 paletti da 27cm di altezza, estendibile con moduli aggiuntivi da 3 paletti. Esiste poi la versione Gardenpole Mini Multicolor formata da paletti di 13cm di altezza.

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Telecomandi e accessori

Veniamo dunque a parlare degli accessori presenti nella linea Smart+. Come per il catalogo Philips Hue, troviamo due telecomandi diversi. Il primo, chiamato Switch, è di forma quadrata e consente di registrare fino ad 8 funzioni diverse. Lo Switch Mini, più piccolo ed economico, oltre che acquistabile in diversi colori (bianco, grigio, blu e nero), permette di registrare 6 funzioni e di controllare fino a 10 prodotti. Il corpo di questo accessorio è in gomma siliconica e risulta perfetto per un utilizzo con le mani sporche o bagnate. Tuttavia Lio Switch Mini non presenta un supporto a muro, trattandosi a tutti gli effetti di un telecomando che non può fare le veci dell’interruttore principale della stanza. È anche possibile acquistarlo nel Color Switch Kit che comprende, oltre ad esso, una lampadina Classic E27 Multicolor. Entrambi gli interruttori funzionano con pile piatte incluse nella confezione.

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Un altro accessorio utile è il sensore di movimento Motion Sensor, che a differenza di quello di Philips non integra anche un sensore di luminosità ambientale, ma un termometro. Risulta evidente che la scelta fatta da Philips è in questo caso la più azzeccata poiché la rilevazione della temperatura non ha alcuna attinenza con il controllo delle luci. Ovviamente potrà essere sfruttato in abbinamento ad altri prodotti che andremo ad analizzare più avanti, come termostati, valvole termostatiche e controller per condizionatori, ma rimane a mio parere una scelta meno azzeccata di quella operata da Philips con la linea Hue. Inoltre, e qui bisogna stare attenti, questi accessori non sembrano funzionare al meglio con tutti i bridge ZigBee, creando talvolta problemi anche con quello di Philips Hue. La piena compatibilità è invece assicurata utilizzando il bridge OSRAM Lightify. Altro punto dolente, se siete utilizzatori di iOS, è la mancata integrazione con l’app Casa.

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Nel catalogo OSRAM Smart+ c’è poi un’ultimo prodotto di cui discutere, l’Indoor Plug, una presa di corrente connessa, utile per integrare altri dispositivi nel nostro ecosistema intelligente. Potremmo ad esempio collegarci una lampada da terra che presenta una lampadina alogena tradizionale, o anche prodotti non strettamente collegati all’illuminazione, come uno scaldabagno elettrico. Anche in questo caso non è possibile abbinare l’accessorio all’app Casa di Apple, ma possiamo integrarlo con quella di Philips, perdendo alcune funzioni come la lettura dei consumi dell’apparecchio collegato alla presa. A mio parare questo non è il modo corretto di fare Smart Home. La prima cosa di cui bisognerebbe preoccuparsi è che tutto funzioni in modo semplice, immediato, senza causare problemi di compatibilità e grattacapi. In definitiva, sconsiglio l’integrazione di questi accessori in un ecosistema HomeKit.

Anche Ikea si fa smart, con la linea TRÅDFRI

Ikea non è certo il primo nome che viene in mente parlando di tecnologia, ma quando l’argomento riguarda da vicino il vivere la casa, la società svedese non può certo restare a guardare. Qualche tempo fa Ikea ha reso disponibile la sua linea di prodotti per l’illuminazione smart, che prende il nome di TRÅDFRI. Inizialmente i prodotti di questa serie erano controllabili unicamente attraverso l’app di Ikea, oppure sfruttabili con i telecomandi e dimmer della linea – scelta obbligata se non si era proceduto all’acquisto del gateway (ora lo chiamiamo così, per uniformarci alla dicitura scelta da Ikea). Con l’aggiornamento del firmware alla versione 1.2 i prodotti della linea sono diventati compatibili anche con il sistema HomeKit (ed Alexa), rendendoli a tutti gli effetti un’opzione da non sottovalutare in fase di scelta dei prodotti per l’illuminazione smart.

Il sistema Ikea tra HomeKit, Alexa e Google Home

Se si sceglie di partire da zero ed affidarsi ai prodotti Ikea per l’illuminazione, è bene sapere che dovremo acquistare anche il gateway della casa svedese. Si trova in kit con due lampadine LED bianche e un telecomando, oppure da solo ad un prezzo tutto sommato onesto. A questo punto avremo la possibilità di controllare tutte le lampadine Ikea TRÅDFRI (ed i pannelli luminosi, che prendono altri nomi e li vedremo in seguito) attraverso l’app dedicata. Se siamo utenti iOS abbiamo inoltre l’opzione per sfruttare HomeKit e quindi Siri e l’app Casa di Apple, dove troveremo anche i nostri altri accessori smart legati ai diversi ambiti (climatizzazione, sicurezza, sorveglianza…).

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Se invece abbiamo un sistema già predisposto – come quello di Philips – e vogliamo solo aggiungere altre lampadine all’ecosistema HomeKit, ci potremmo trovare di fronte ad un problema. Infatti, le lampadine di Ikea devono essere aggiornate al firmware 1.2 per poter essere aggiunte all’app Casa, ma in molti casi quelle ancora in vendita ad inizio 2018 non lo sono, e per effettuare l’aggiornamento è necessario essere in possesso del gateway TRÅDFRI, obbligandoci così all’acquisto di un prodotto che non ci serve. Io non l’ho detto, ma qualora fosse necessario solo per effettuare l’update si potrebbe pensare di sfruttarlo per il suo scopo ed effettuare un reso, che dovrebbe essere accettato senza problemi da Ikea. Magari non si tratta di una pratica particolarmente corretta, ma non trovo nemmeno giusto che siano venduti dei prodotti con un firmware non aggiornato, quando questo ci obbliga a spendere ulteriori soldi per prodotti non necessari. In ogni caso la situazione dovrebbe risolversi nei mesi a venire, poiché tutti i prodotti fabbricati più recentemente sono già predisposti con il firmware 1.2.

Direttamente dal sito di Ikea, nel febbraio 2018, si legge:

Se la versione software dei prodotti per l’illuminazione Smart di IKEA che hai acquistato è 1.2.x o successiva, puoi collegarli direttamente al bridge Philips Hue. Procedi come segue: – Innanzi tutto, controlla che le fonti luminose che vuoi collegare abbiano una versione software aggiornata (1.2.x o successiva). – Avvicina le fonti luminose al bridge Philips Hue. – Avvia la ricerca di nuovi dispositivi con l’app Philips Hue. – Ripristina le impostazioni di fabbrica delle fonti luminose accendendo e spegnendo l’interruttore principale per 6 volte.

Se la versione software dei tuoi prodotti non è 1.2.x o successiva, devi aggiornarla usando un gateway TRÅDFRI e l’app TRÅDFRI.

Se non siete utenti iOS, le lampadine Ikea sono ovviamente controllabili attraverso la loro app dedicata, ma sono (in Italia saranno) anche sfruttabili con Amazon Alexa e Google Assistant, rendendole una scelta a prova di futuro e adatta a tutti. La predisposizione per Amazon Alexa è già attiva, mentre per Google Assistant si dovrà attendere un ulteriore aggiornamento firmware su cui Ikea è al lavoro. Al momento le lampadine TRÅDFRI non sono compatibili con il sistema IFTTT.

AGGIORNAMENTO APRILE 2018: Le lampadine Ikea hanno guadagnato anche la piena compatibilità con Google Assistant, come abbiamo indicato nell’articolo dedicato, pubblicato il 12 aprile 2018.

La linea di lampadine TRÅDFRI

Abbiamo detto che per entrare nell’ecosistema di Ikea, possiamo acquistare il singolo gateway, oppure scegliere il kit che include due lampadine bianche e un telecomando/interruttore. Le lampadine della linea TRÅDFRI includono un modello con attacco E27, dimmerabile, con temperatura colore fissa a 2700K (un piacevole bianco caldo) e un’intensità di ben 1000 lumen, leggermente superiore anche quella di Philips Hue. Con un costo della lampadina non di molto maggiore a quello di una qualsiasi lampadina a LED non dotata di funzionalità smart, la ritengo la scelta ideale per tutti gli ambienti secondari dell’abitazione. Esiste poi la versione con attacco E14, da 400 lumen, che viene però venduta ad un prezzo più alto.

Per gli ambienti dove desideriamo poter regolare la temperatura colore, possiamo ricorrere al modello dotato di questa funzionalità, che offre una potenza di 980 lumen, ancora eccellente. Le lampadine Ikea TRÅDFRI sono tutte di classe A+, il meglio che si possa desiderare in fatto di consumi. Il protocollo utilizzato è ZigBee, il che garantisce bassi consumi anche in stand-by. Fanno parte della linea anche i faretti con attacco GU10 da 400 lumen con temperatura colore regolabile, così come quelli con 2700K dal prezzo davvero contenuto.

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Quando si parala di temperatura colore regolabile, nel caso delle lampadine Ikea bisogna tenere conto che la regolazione non è mai continua, o comunque non sono presenti tutti gli step dall’azzurrino/bianco freddo al giallo/bianco caldo presenti in altre linee di prodotto. Ikea TRÅDFRI presenta tre step tra cui scegliere: 2200 Kelvin (luce calda), 2700 Kelvin (bianco caldo) e 4000 Kelvin (bianco freddo). In effetti quasi mai risulta utile una maggiore libertà di scelta, che andrebbe solo a complicare maggiormente le cose, e dunque non lo considero propriamente un difetto.

Ad inizio 2018 Ikea ha lanciato anche la serie di lampadine RGBW con attacco E27. Queste sono vendute insieme ad un telecomando/interruttore ad un prezzo davvero competitivo. La situazione andrebbe però analizzata con attenzione. Le lampadine multicolor di Ikea sono effettivamente vendute ad un prezzo analogo a quelle con luce bianca e temperatura colore regolabile, ma rispetto a quest’ultime emettono una luce decisamente più debole, anche quando si utilizzano con lo spettro dai colori vicini al bianco. Il flusso luminoso di una lampadina bianca Ikea abbiamo visto essere di 1000 lumen e 980 lumen, rispettivamente per il modello senza e con temperatura colore regolabile. Le lampadine RGBW emettono invece al massimo 600 lumen, per un consumo 8.6W.

Cerchiamo di trasformare questi dati in alcune considerazioni. Mentre una lampadina Philips Hue RGBW può essere sfruttata al meglio anche per l’illuminazione tradizionale, Ikea offre una maggiore luminosità sulle lampadine bianche (le Philips Hue si fermano a 806 lumen) mentre una luce decisamente più debole per le versioni RGBW. Questo è un bene o una male? Tutto dipende da quali sono le nostre esigenze. Se vogliamo poter illuminare in modalità multicolor tutti gli ambienti della casa, la soluzione Philips risulta vincente. Viceversa, qualora l’illuminazione RGBW d’atmosfera fosse da localizzare solo in determinati punti luce, si potrebbe pensare di affiancare a questi altre fonti di luce più intensa, da destinare all’illuminazione tradizionale. Se si vanno a considerare i costi di una lampadina bianca o multicolor Ikea rispetto ad una Philips, l’ago della bilancia pende davvero troppo a favore del colosso svedese dell’arredamento.

Pannelli a LED, il colpo di genio di Ikea

Oltre alla linea TRÅDFRI fin qui descritta, Ikea ha creato degli altri prodotti per l’illuminazione smart, che risultano essere davvero interessanti. FLOALT è una linea di pannelli a LED posizionabili sul soffitto o sulle pareti, ed ovviamente dotati di tutti i controlli wireless similmente alle lampadine TRÅDFRI. Questi prodotti sono una soluzione perfetta per diffondere nell’ambiente una luce diurna naturale. La temperatura colore può essere regolata anche sui toni caldi, ma a mio parere esprimono il massimo delle loro potenzialità nell’illuminazione diurna. Diffondono infatti una luce forte ma diffusa, poiché la sorgente risulta essere più grande rispetto ad una semplice lampadina, e riducono le ombre. Possono essere abbinati in gruppi, affiancati o a creare forme particolari, aumentando ancora di più il loro potere illuminante. Sono prodotti che possono offrire un’illuminazione adatta non solo all’ambiente casalingo ma anche uffici e studi professionali. Risultano anche ottimi per illuminare al meglio le stanze prive di finestre, magari posizionati sulla parete a simularne una.

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Esistono diverse versioni di FLOALT. Il più piccolo è un pannello quadrato da 30cm di lato, capace di un flusso luminoso di 670 lumen, dimmerabile e con temperatura colore regolabile. Il prodotto – come tutti gli altri – è di classe A+ e ha una potenza di 12,5W. È possibile installarlo come una plafoniera, ma anche usarlo senza alcun fissaggio a soffitti o pareti, acquistando il cavo – stile abat-jourANSLUTA, venduto a parte. Il pannello più grande, con le stesse caratteristiche di base, è largo 60cm ed offre una potenza di ben 2800 lumen (34W). Potete immaginare quanta luce possa emettere già da solo in una piccola stanza, ma pensate di affiancare due, tre o quattro di questi pannelli e avrete una luce da far invidia ad un set fotografico. Abbiamo poi un pannello rettangolare delle dimensioni di 30x90cm, capace di 2200 lumen per 29W di consumo. I pannelli FLOALT sono tutti venduti insieme ad un telecomando/interruttore che ne può controllare fino a dieci contemporaneamente.

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Oltre ai pannelli a LED la società svedese offre anche delle interessanti ante per i mobili della cucina e del salotto. Queste si comportano a tutti gli effetti come dei pannelli a LED. Non mi dilungherò nella spiegazione, poiché sono opzioni da montare su una cucina Ikea o sulle loro linee di mobili, ma l’idea è originale e il risultato a cui si arriva sicuramente interessante. Purtroppo, al momento, non è ancora presente nel catalogo Ikea nessuna striscia LED a controllo remoto.

Accessori e sensori, ci sono le basi

Oltre ai punti luce dobbiamo sempre parlare dei sistemi ausiliari come gli interruttori. Ho già citato più volte il telecomando/interruttore che è venduto anche in kit con molte lampadine e pannelli a LED dell’azienda svedese, ma vediamolo più nel dettaglio. Si tratta di un telecomando dalla forma circolare, in plastica e con il bordo gommato. È comodo da tenere in mano e fa la sua figura se appoggiato su un mobile, tuttavia risulta molto spesso e quando si utilizza come interruttore con il suo supporto a parete non è elegante quanto quello proposto da Philips, ma questo è il mio gusto personale. La forma circolare gli dona un grande pregio e un altrettanto grande difetto nell’utilizzo alla cieca. Il tasto centrale di accensione e spegnimento delle luci è abbastanza grande da essere trovato e premuto senza porre particolare attenzione. Allo stesso tempo i tasti dimmer e per lo switch delle temperature colore sono disposti in maniera del tutto simmetrica, ad anello. Questo comporta che una volta preso in mano dobbiamo per forza di cose usare la vista per trovare il pulsante desiderato, a meno che questo non sia l’on/off principale. Il problema della simmetria circolare si presenta anche quando si vuole riposizionare il telecomando sul supporto a muro, a cui si aggancia magneticamente. Se non si pone attenzione a come lo si posiziona ci si ritroverà con un interruttore storto o a testa in giù, un problema che può essere inesistente per qualcuno e fastidioso per i più attenti e precisi. Il click dei tasti è stabile e più gradevole della controparte Philips Hue. Funziona con una pila piatta presente in confezione.

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Il secondo accessorio proposto da Ikea è una rotella dimmer disponibile in vari colori. Come il telecomando, il dimmer può controllare al massimo dieci fonti luminose e il suo funzionamento è abbastanza piacevole. A seconda della velocità impressa alla rotella – che in realtà non ruota ma rileva il movimento tramite accelerometro – si avrà l’accensione/spegnimento delle luci o un controllo molto preciso sulla loro intensità. Il costo è davvero contenuto e appare una scelta ottima come accessorio da tenere sempre sul tavolino del salotto, sul comodino e sul bancone della cucina.

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L’ultimo accessorio è il sensore di movimento. Questo ha un campo di azione di 120° per una distanza di 5 metri. È possibile impostarlo in modalità giorno o notte, grazie al sensore di luminosità integrato. Nel primo caso le luci si accenderanno sempre in presenza di movimento, nel secondo caso solo se l’ambiente è privo di sufficiente illuminazione. È possibile impostare lo spegnimento delle luci dopo 1, 5 o 10 minuti dalla rilevazione dell’ultimo movimento e controlla sempre fino a dieci fonti luminose. Come al solito il prezzo risulta molto competitivo rispetto a prodotti concorrenti.

Altre soluzioni per l’illuminazione smart

Prima di passare ad un riepilogo di confronto finale, è giusto accennare agli altri sistemi di illuminazione smart presenti sul mercato, di cui verrà eventualmente fatto un approfondimento – a questi o ad altri – nel corso del tempo, a maturità raggiunta.

Yeelight, le lampadine di cinesi di altà qualità

Spesso quando ci riferiamo a prodotti cinesi diamo per scontata la loro qualità infima o il fatto che siano brutte copie di oggetti di produzione occidentale, al limite giapponese. Quando si parla di Xiaomi, l’azienda produttrice delle lampadine Yeelight, questo preconcetto deve essere cancellato. La società cinese è un colosso nel settore dell’elettronica (e non solo) e i suoi prodotti sono solitamente di buona fattura, ben progettati e dai costi contenuti. L’azienda è sbarcata ufficialmente in Italia nel 2018, anche con l’apertura di un punto vendita a Milano. Alcuni dei suoi prodotti sono però rintracciabili da tempo in Italia, per esempio su Amazon, oppure è possibile acquistarli attraverso grandi catene di distribuzione cinese – come GearBest – a prezzi ancora più contenuti ma con tempi di consegna che spesso arrivano ad un paio di settimane.

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Xiaomi offre due bulbi per l’illuminazione smart, uno con luce bianca dimmerabile e temperatura colore fissata a 4000K – un bianco molto freddo ed adatto solo alle ore diurne o locali di servizio – con luminosità di 600 lumen e consumo pari ad 8W. L’altro, multicolor, sempre da 600 lumen, offre tutta la gamma dei colori di una normale lampadina RGB, con un consumo pari a 9W. Entrambe le lampadine sono dotate di attacco standard E27 (Edison grande) e sfruttano la tecnologia Wi-Fi per connettersi al nostro smartphone. La connessione non è diretta ma deve passare attraverso il router Wi-Fi di casa, con il vantaggio di poter controllare le lampadine anche quando non siamo fisicamente presenti nell’abitazione. Niente interruttori, niente sensori da abbinare, controlli più lenti, consumi più alti in stand-by, manca il supporto ad Apple HomeKit: questi i principali svantaggi della soluzione Xiaomi. In effetti è impensabile realizzare un’intera abitazione smart con queste lampadine, ma possono essere una buona soluzione per chi vuole mantenere una casa a controllo tradizionale aggiungendo uno o due di questi bulbi per dare un tocco di colore o per controllare una luce scaccialadri a distanza.

L’app di Xiaomi è ben fatta, presenta tante scene da cui attingere, la modalità risveglio e quella per prendere sonno lentamente, oltre ad una modalità che sfrutta il microfono del telefono per cambiare il colore del bulbo RGB a tempo di musica. Di recente è stato aggiunto il supporto ad Amazon Alexa e Google Assistant, oltre al sempre comodo IFTTT. Tempo fa queste lampadine erano un must have per chi voleva iniziare ad buttare un occhio nel mondo dell’illuminazione smart senza spendere una fortuna. Oggi con soluzioni economiche e funzionali come quella di Ikea, ritengo le lampadine Xiaomi Yeelight un’opzione da valutare solo se non ci si vuole buttare a capofitto nella trasformazione di una casa tradizionale in una casa smart, guardandosi altrove in tutti gli altri casi.

Koogeek, trasformare le luci tradizionali in luci connesse

Vi siete chiesti cosa farne di tutte le lampadine che avete in casa? Aspettare che si brucino (se sono LED dovrete aspettare un bel po’ di tempo), oppure gettarle? Koogeek ha pensato ad una soluzione. L’azienda propone in vendita un accessorio, il Socket (versione SK1), che si frappone tra una lampadina tradizionale e l’attacco esistente, donando doti smart al punto luce. Certo che se la lampadina è di tipo alogena o CFL non scenderanno i consumi, anzi. Se la lampadina non è dimmerabile non lo diventerà per magia e se non è in grado di emettere luce a colori o temperature colore diverse, Koogeek non potrà donargli queste funzionalità. Quello che si potrà fare è accendere e spegnere la lampadina da remoto, con lo smartphone e l’app dedicata, e sarà possibile anche sfruttare HomeKit e Siri. Inoltre il Socket è in grado di registrare i consumi del componente collegato ad esso, che verranno poi mostrati in un grafico.

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Sempre nel campo dell’illuminazione l’azienda ha iniziato a produrre anche lampadine complete, come la LB1 Bulb, RGB, dotata di connettività Wi-Fi, compatibilità con HomeKit e con funzione di controllo dell’energia consumata. Purtroppo c’è da dire che il flusso luminoso arriva ad appena 500 lumen, lasciando un po’ a desiderare sotto questo aspetto. Oltre a questa troviamo una striscia a LED, la LS1 Light Strip, che offre 500 lumen per 2 metri di lunghezza.

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Un altro approccio alternativo di illuminazione intelligente è stato concepito da Koogeek con i suoi interruttori a parete. In questo caso parliamo di veri e propri interruttori cablati con le solite lampadine tradizionali che già abbiamo in casa. Il nostro smartphone andrà a comandare l’interruttore, anziché la lampadina, ottenendo però lo stesso risultato: quello del controllo a distanza. È quello che si può fare per esempio con il KH01 Light Switch, o con il KHO3 Dimmer. Riuscite a vederne l’utilità? Se in casa avete solo lampadine o lampadari tradizionali a cui potete sostituire il bulbo con uno di quelli smart, o che potete collegare ad una presa di corrente connessa, probabilmente no. Qualcuno però avrà un sistema di illuminazione più complesso, magari basato su una serie di tubi alogeni, nascosti in un incavo, che illuminano il soffitto. Per mantenere una illuminazione di questo genere, ma trasformandola in una soluzione smart, si potrebbe pensare di rimuovere tutti i tubi alogeni e sostituirli con una striscia LED, oppure mantenerli e ricorrere alla soluzione di Koogeek, sostituendo solo l’interruttore con cui comandiamo solitamente queste fonti luminose. Molto più semplice no? Gli interruttori e dimmer da parete sono anch’essi tutti compatibili con Apple HomeKit.

Conclusioni

In questo articolo dedicato all’illuminazione smart, che rappresenta solo una piccola parte della Guida Completa alla Smart Home, abbiamo visto come scegliere i sistemi di illuminazione per la casa intelligente di oggi. Spero di aver fornito abbastanza elementi per rendere consapevoli di quali siano i parametri da guardare per stilare una lista di pro e contro di tutte le soluzioni, anche al di fuori di quelle citate qui.

Se il vostro obiettivo è quello di andare a sviluppare una casa completamente smart (per tanti aspetti o limitatamente a quello dell’illuminazione), e se siete in cerca di un sistema completo, ben supportato e di qualità, le soluzioni Philips Hue e Ikea TRÅDFRI sono a mio parere al momento le più congeniali. Sicuramente Philips offre il top in termini di qualità della luce, personalizzazione e sicurezza fornita dal brand. D’altra parte Ikea offre un sistema di grande qualità, con lampadine dall’ottimo potere illuminante e gli interessanti pannelli a LED, ad un costo decisamente contenuto. Il bello, infine, è che non siamo costretti a fare una scelta univoca. Possiamo acquistare uno Starter Kit di Philips Hue ed espanderlo con i bulbi bianchi ed economici di Ikea, con i pannelli a LED, e tante soluzioni di una o dell’altra marca grazie al supporto dello standard aperto ZigBee.

Una soluzione tipo: Philps Hue + Ikea TRÅDFRI + Koogeek

È vero che ogni casa è diversa e ogni ambiente deve essere costruito sulle proprie esigenze ed i gusti personali, tuttavia ho deciso di proporre una soluzione tipo basata su un’abitazione standard da cui prendere spunto per la personalizzazione della propria smart home. Questa soluzione parte da uno Starter Kit Philps Hue, ma è possibile scegliere di eliminare del tutto il brand olandese e affidarsi in toto alla soluzione Ikea.

Base di partenza: Philips Hue White and Color Ambiance E27, Starter Kit con 3 Lampadine, 1 Bridge ed eventualmente 1 Telecomando Dimmer Switch.

Ho deciso di investire un po’ di più nel kit di base, prendendo quello dotato di tre lampadine RGBW (e un telecomando dimmer), oltre ovviamente al bridge. Le lampadine multicolor di Philips sono il massimo in termini di qualità, mentre risulta decisamente più conveniente sfruttare quelle bianche di Ikea. Le tre lampadine multicolor presenti nel kit potrebbero essere già sufficienti per la maggior parte delle persone, dovendo ora investire solo in luci bianche (dotate ovviamente di regolazione della temperatura colore).

Camera da letto: la camera da letto è un ambiente solitamente dotato di due tipi di illuminazione. Un punto luce generale al centro della stanza e i punti luce della abat-jour. Se come punto luce centrale avete una plafoniera, potreste pensare di sostituirla con un pannello a LED FLOALT di Ikea, di dimensioni 30×30 o 60×60, che offre decisamente più luce. In alternativa una buona idea potrebbe essere quella di posizionare i pannelli LED sul muro sopra la testiera del letto – soluzione che può anche andare a sostituire l’illuminazione di una abat-jour. Se avete un lampadario potete usare una classica lampadina Ikea E27 con luce bianca regolabile.

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Infine, una soluzione interessante potrebbe essere quella di sfruttare l’illuminazione delle strisce a LED da posizionare in punti strategici che possano offrire una luce di rimbalzo di qualità. In questo caso dovremo ricorrere alla striscia a LED di Philips, che ci offrirà anche la possibilità di avere un’illuminazione colorata in camera da letto. Un punto strategico di posizionamento è sopra agli armadi, sempre se rimane abbastanza spazio tra la sommità del mobile e il soffitto – uno spazio ridotto rischia di generare una luce troppo localizzata che non si diffonde dolcemente nell’ambiente. Un altro punto strategico molto interessante, se ne abbiamo la possibilità, è quello del posizionamento sotto il letto, in modo che la luce delle strisce a LED rifletta sul pavimento, che in questo caso sarebbe meglio fosse di colore chiaro. Si tratta però di una illuminazione di atmosfera, che deve comunque essere integrata con della luce a soffitto o parete per quando si ha necessità di illuminare a giorno la camera.

Bagno: l’ambiente bagno presenta anch’esso due tipi di illuminazione, una generale ed una per la specchiera. Inoltre, poiché si tratta di un ambiente frequentato in autonomia anche dagli ospiti, persone estranee alla casa, è bene che la gestione dell’illuminazione sia quanto più semplice e trasparente possibile. Per l’illuminazione generale si può ricorrere ad un pannello a LED di Ikea, oppure ai faretti di Ikea o Philips, a seconda del tipo di predisposizione che abbiamo. A questo deve essere senza dubbio abbinato un interruttore per consentire agli ospiti di accendere e spegnere la luce in autonomia. In alternativa – e soprattutto nei bagni ciechi – si potrebbe pensare di installare un sensore di movimento per rendere il tutto ancora più smart, e riservando l’interruttore alle sole luci della specchiera.

Cucina: l’illuminazione della cucina può essere di tanti tipi. Sicuramente sotto i pensili sono necessarie luci ad illuminare il piano di lavoro, fornelli e lavello. In questo caso si può ricorrere ad una striscia a LED, oppure a dei faretti. Se non troviamo delle luci smart adatte allo scopo, possiamo anche usarne di tipo tradizionale, andando poi a collegare tutto l’impianto ad una presa di corrente pilotabile da remoto, come quella di Koogeek. Sopra i pensili, se non raggiungono il soffitto, si può pensare di installare una lunga striscia a LED che vada a creare un’illuminazione diffusa, mentre se è presente un tavolo od un’isola, sarebbe bene guardare alle soluzioni proposte da Philips, con diverse tipologie di lampade pendenti. Se il design di queste non vi aggrada, invece, basterà installare una lampadina smart su un lampadario qualsiasi. Infine se state progettando una nuova cucina da Ikea, vi ricordo che c’è sempre la possibilità di installare alcune ante dotate di pannello a LED.

illuminazione intelligente e connessa

Zona Living: ormai avete capito l’antifona. Le opzioni sono tante e per quasi tutte c’è una soluzione. Spesso nei salotti sono presenti lampade con piantana da terra o altri tipi di illuminazione particolare. Se è il vostro caso, e non esiste una lampadina smart del tipo che cercate, la soluzione è l’installazione di una presa di corrente Koogeek a cui collegare il punto luce.

Studio: se in questo ambiente avete bisogno di una buona illuminazione, anche per il giorno, senza dubbio i pannelli a LED di Ikea (quelli più potenti) fanno al caso vostro.

Zone di servizio: in questo caso basterà ricorrere a delle lampadine bianche di Ikea, non è nemmeno necessario che abbiano la funzione di regolazione della temperatura colore. Ripostigli, cabine armadio e garage possono essere illuminati in questo modo, oppure con un pannello a LED Ikea FLOALT per un tocco di classe in più anche in questi ambienti.

Esterni: in questo caso è bene guardare al catalogo Philips, che sta ampliando la sua linea di prodotti anche con soluzioni esterni e giardini. Ma se volete qualcosa di già pronto abbiamo parlato della soluzione offerta da OSRAM.

Così si conclude la prima parte della Guida completa alla Smart Home. Nel prossimo capitolo andremo invece a parlare delle soluzioni intelligenti riguardanti la climatizzazione invernale ed estiva. Questo è forse uno degli aspetti più importanti per un’abitazione smart, dove le nuove tecnologie possono incidere drasticamente sia sul confort che sul risparmio energetico.