Nonostante gli sforzi che si stanno compiendo a livello globale, la qualità dell’aria delle nostre città non può definirsi certo buona. Nel Nord Italia, ed in particolare in Pianura Padana, la situazione è ancora peggiore a causa di fattori orografici e meteorologici che rendono questa regione una delle più inquinate di tutta Europa. Il riscaldamento delle nostre case (quando non alimentato a metano), la circolazione dei veicoli su gomma e l’agricoltura, sono le principali sorgenti di particolato (PM2.5 e PM10), pericoloso per la salute umana (fonte: Italian Climate Network).

Accettato il fatto che l’aria respirata sia più o meno inquinata, come possiamo quantificare il livello di inquinamento? Insomma, sapreste dire se l’aria che state inalando in questo momento sia buona, mediocre o assolutamente insoddisfacente? Alcune Regioni e le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) mettono a disposizione degli strumenti in grado di fornire un resoconto della qualità dell’aria, accessibili a tutti e ovviamente gratuiti. Per esempio, su questa pagina del portale di ARPA Lombardia è possibile osservare la qualità dell’aria dei vari Comuni, in particolare i dati di PM10, PM2.5, NO₂ (biossido di azoto) e O₃ (ozono). Ci sono però diverse criticità nell’usare queste informazioni, ed in particolare:

  • i dati che guardiamo sullo stato attuale non sono reali, bensì realizzati con strumenti modellistici e basati su rilevazioni antecedenti di diversi giorni
  • i dati si riferiscono ad una media stimata della zona e del Comune di appartenenza, ma non sono indicativi del luogo preciso in cui ci troviamo, ovvero dell’aria che stiamo respirando qui ed ora

Queste due limitazioni intrinseche rendono la valutazione della qualità dell’aria ottenuta in questo modo poco sfruttabile in termini pratici. La concentrazione di PM10 e PM2.5 può variare molto da una via all’altra della città, o addirittura da un piano all’altro dello stesso edificio, soprattutto se questo affaccia su una strada mediamente trafficata. Allo stesso modo la variazione può essere consistente nel giro di poche ore. Un dato sull’inquinamento localizzato ed istantaneo può dirci molto di più, permettendoci di intervenire in termini pratici sulla salubrità degli ambienti che frequentiamo – per esempio scegliendo i momenti più adatti per il ricambio dell’aria in casa, oppure intervenendo con l’accensione di un depuratore d’aria con filtro per microparticolato in caso di situazioni particolarmente sfavorevoli.

Per ottenere un dato utile di questo tipo è necessario dotarsi di un rilevatore della qualità dell’aria. Oggi questi strumenti sono piccoli, di design, connessi e intelligenti, spesso pronti per interfacciarsi con gli altri strumenti smart della nostra abitazione o ufficio, come il termostato o il sistema di ventilazione meccanica. Vediamone alcuni.

Foobot, rilevatore di sostanze tossiche smart

Il primo sensore di qualità dell’aria che prendo in esame è Foobot, un dispositivo cilindrico da poggiare un mobile dotato di un una luce LED per un’indicazione rapida della qualità dell’aria. Foobot è in grado di rilevare diversi parametri importanti, oltre a temperatura e umidità ambientale. Il primo di questi è il particolato PM2.5.

La dicitura PM2.5 indica le microparticelle inquinanti presenti nell’aria di dimensione inferiore ai 2.5µm (micrometri, ovvero milionesimi di metro). Questo tipo di particolato (particolato fine) è in grado di penetrare profondamente nei polmoni. Il PM10 – particolato più grosso, tra 2.5 e 10µm – viene al contrario bloccato, almeno in parte, dalle barriere naturali presenti nel nel primo tratto dell’apparato respiratorio. Oggi si sente spesso parlare di superamento della soglia massima del PM10, ma al contrario sono i particolati più fini ad essere più dannosi per la salute umana, poiché maggiormente in grado di penetrare a fondo nell’apparato respiratorio (come illustrato nell’immagine qui sotto). In ogni caso i valori di PM10 e PM2.5 sono spesso correlati tra loro e dunque, qualunque sia la misurazione che facciamo, un valore elevato e sopra la soglia indica un rischio per la salute (fonte: MedlinePlus: Indoor Air Pollution).

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Nell’immagine è mostrato dove si ferma il particolato che respiriamo, in base alle sue dimensioni.

Il sensore Foobot oltre a misurare il particolato più fine è in grado di rilevare il cosiddetto VOC (Volatile Organic Compounds, ovvero Composti Organici Volatili). Questa classe di composti organici è caratterizzati da una certa volatilità, pur comprendendo molecole diverse tra loro, ma in linea di massima dannose per la salute. Tra i VOC rilevati dal sensore Foobot troviamo la formaldeide, l’isobutano, il toluene, il metano, l’ammoniaca e il benzene. Alcune di queste molecole sono particolarmente pericolose per i più piccoli, interferendo con lo sviluppo, danneggiando il sistema nervoso o provocando scompensi ormonali.

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Il dispositivo, dopo un tempo di rodaggio di qualche giorno, è in grado di fornire tutte queste preziose informazioni sulla qualità dell’aria, precisamente riferite all’ambiente in cui viviamo o lavoriamo. Tutte le informazioni vengono archiviate in cloud per essere sempre visibili attraverso l’app dedicata. Nonostante sia possibile osservare gli andamenti di tutti i dati acquisti, Foobot stila un punteggio della qualità dell’aria in modo che chiunque sia in grado di comprendere la situazione con uno sguardo, senza essere obbligati ad addentrarsi a leggere i valori misurati. Lo step successivo è quello di connettore Foobot ad altri dispositivi IoT (Internet of Things) intelligenti, come i termostati smart. Foobot è compatibile con diversi modelli, tra cui il Nest ed il Netatmo, prodotti di cui a lungo abbiamo parlato nella nostra Guida Completa alla Smart Home, ed in particolare nel capitolo dedicato al riscaldamento e climatizzazione intelligente della casa. Se non avete idea di cosa stia parlando, o volete approfondire l’argomento Smart Home, la nostra guida è il posto ideale da cui partire.

Tornando a parlare del prodotto, tra i difetti potrei annoverare la mancanza del rilevamento dell’anidride carbonica (CO₂) in modo nativo, la cui concentrazione viene invece soltanto stimata attraverso altri parametri. Questa di per sé non è una sostanza pericolosa, anzi respiriamo anidride carbonica di continuo. Tuttavia una concentrazione troppo elevata in un ambiente chiuso può risultare poco salubre, necessitando quindi una ossigenazione della stanza attraverso un ricambio d’aria. Infine, oltre alla compatibilità con diversi termostati smart, bisogna segnalare il supporto ad Amazon Alexa ed al sistema IFTTT. Ancora una volta, se non avete idea di cosa si stia parlando, una lettura alla Guida Completa alla Smart Home può essere d’aiuto. Foobot è in vendita al prezzo di 199€ circa su Amazon ed è a mio parere tra i più precisi rilevatori di qualità dell’aria.

Awair, il rilevatore di design che annusa l’aria e misura anidride carbonica e inquinamento

Il secondo prodotto che di cui voglio parlarvi è Awair. Si tratta di un rilevatore simile al precedente, dal design ancora più minimale ed elegante. Alla vista potrebbe essere scambiato per una radiolina in stile vintage, ed è quindi perfetto per integrarsi in ogni ambiente. Il suo naso elettronico è in grado di rilevare il particolato fine, che viene indicato come dust. Il supporto tecnico dell’azienda riferisce che Awair è in grado di rilevare sia il PM2.5 che il PM10, non viene però indicato un range specifico di funzionamento, come invece si può leggere nelle note tecniche di Foobot, inoltre questi due dati sono comunque aggregati sotto un’unica voce, dust appunto. Gli altri parametri rilevati sono la temperatura, l’umidità, le sostanze chimiche volatili (VOC) e, in questo caso, anche la concentrazione di CO₂.

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Awair ha la possibilità di essere interconesso con gli altri dispositivi per smart home, come un termostato o una presa di corrente collegata ad un depuratore d’aria, che in questo modo si avvia automaticamente superata una certa soglia di agenti inquinanti. È compatibile con Amazon Alexa, con i dispositivi Nest e con IFTTT. Si può acquistare online al prezzo 179€ circa e risulta un prodotto assolutamente valido, a maggior ragione se non disponiamo già di un altro dispositivo che misuri la CO₂ interna ad una stanza.

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Ovviamente di dispositivi di questo tipo ce ne sono altri, ma questi due sebbene relativamente costosi, sono a mio parere i migliori nel loro genere. Il nostro benessere fisico e mentale può essere raggiunto anche attraverso dispositivi di questo tipo, in grado di trasformare gli edifici che viviamo in ambienti più funzionali, sicuri e piacevoli. Se volete trasformare anche la vostra abitazione in una casa intelligente e connessa, potete iniziare a seguire la nostra Guida Completa alla Smart Home; molti non lo sanno ma basta un investimento piccolo per iniziare, e si può cominciare dall’ambito che si preferisce per poi toccarli tutti con il tempo. In molti casi è anche possibile ottenere un ingente risparmio economico, per esempio attraverso la sostituzione di termostati e valvole dei caloriferi con prodotti intelligenti e connessi. E il bello è che si può fare tutto da sé, senza lavori di muratura o l’intervento di tecnici specializzati. La smart home è la casa del futuro, ma anche del presente, ed è per tutti.