Di recente abbiamo parlato di alcuni accessori smart per monitorare il livello di inquinamento dell’aria di casa. Tra gli inquinanti più diffusi e pericolosi abbiamo accennato alle polveri sottili ed ai VOC. Quest’ultimi inquinanti sono i composti organici volatili che possono provenire da diverse fonti, sia di origine naturale che antropica. Tra i più comuni VOC presenti nelle abitazioni troviamo la formaldeide, l’acetone, il benzene, il toluene, l’ammoniaca, l’isobutano, il tricloroetilene e lo xilene. Respirarli non è certo un toccasana per la nostra salute e non vorremmo mai che si accumulassero nell’ambiente domestico più del dovuto.

Come abbiamo detto esistono alcuni strumenti per monitorare la concentrazione dei VOC, ma come è possibili eliminare queste sostanze volatili? Sicuramente arieggiare le stanze è un atto dovuto, ma non dobbiamo dimenticarci che anche l’aria esterna è ricca di inquinanti, soprattutto se viviamo in città; inoltre a seconda della stagione non è possibile tenere le finestre aperte per periodi troppo lunghi. Utilizzare dei purificatori d’aria può essere una soluzione, ed è un argomento che affronteremo in futuri articoli oltre che nella nostra Guida Completa alla Smart Home, ma oggi voglio parlarvi di una soluzione molto più semplice ed economica. Infatti se spesso la tecnologia corre in nostro aiuto, altre volte possiamo limitarci a sfruttare quanto ci concede la natura.

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La ricerca scientifica sulle piante che purificano l’aria di casa dai VOC

Quello che di cui vi sto per parlare non è una chiacchiera da bar né una credenza messa in piedi da salutisti e naturopati della domenica, ma un fatto messo nero su bianco da più di una ricerca scientifica. La più nota è quella portata avanti dalla NASA, che ovviamente ha interesse a studiare sistemi alternativi per purificare l’aria respirata dagli astronauti, costretti a vivere in ambienti chiusi ermeticamente per periodi molto lunghi. Una ricerca più recente, invece, è stata realizzata dal team diretto dal Professor Vadoud Niri, mostrata al 252° meeting dell’American Chemical Society.

Le piante che depurano l’aria con maggior efficacia

Senza addentrarci troppo nei dettagli dello studio condotto da Niri, vediamo quali sono le piante che riescono a depurare meglio l’aria di casa, eliminando i pericolosi composti organici volatili. Lo studio in questione si è concentrato su cinque tra le otto piante più diffuse nei nostri appartamenti, riscontrando che tutte sono in grado di assorbire i VOC, ma alcune meglio di altre per determinati composti. Nel caso dell’acetone, per esempio, la Dracena (ovvero il Tronchetto della felicità) è risultata la pianta più performante, riuscendo ad eliminare il 95% delle molecole presenti nell’ambiente di prova. In questo caso la pianta risulta l’ideale complemento d’arredo per i saloni di bellezza, dove si fa un elevato uso di questo composto. Tra tutte le piante testate da Niri (Crassula, Falangio, Guzmania lingulata, Consolea falcata e Dracena) la pianta che si è comportata mediamente meglio con i più diffusi VOC è risultata essere la Guzmania lingulata, che ha rimosso dall’aria circa l’80% di tutte le molecole testate.

Ovviamente a queste piante se ne possono aggiungere tante altre, tra cui quelle prese in considerazione nello studio scientifico portato avanti dalla NASA, che premia tra le altre la Palma da datteri nana, la Felce di Boston, il Falangio, l’Edera comune, il Potos, l’Aglaonema e il Ficus benjamin. Tutte queste piante risultano ottimi depuratori naturali dell’aria di casa e possono aiutarci a mantenere bassa la concentrazione di VOC nell’ambiente, che dovrebbe però essere sempre monitorata (insieme alla contrazione di particolato e di anidride carbonica) con gli strumenti di cui abbiamo parlato qui. Potete dunque recarvi dal vostro vivaista di fiducia, oppure scegliere di acquistare le piante su Amazon, dove sono vendute sia già invasate, sia sotto forma di semi.