Tra i tavoli di lavoro dell’Unione Europea, ve ne è uno dedicato alla creazione del cosiddetto mercato unico digitaleatto ad abbattere le barriere che separano i servizi digitali (e non) erogati da ciascun Paese membro. Così come l’anno scorso abbiamo ottenuto la possibilità di viaggiare al di là dei confini nazionali (in Europa) sfruttando il roaming, senza alcun costo aggiuntivo per la nostra bolletta telefonica, dal 1 aprile 2018 sarà possibile godere dei servizi di streaming all’estero come fossimo a casa nostra.

Questo significa, nella pratica, che se abbiamo un abbonamento a Sky potremo utilizzare il servizio di streaming Sky Go senza alcun problema anche all’estero, mentre fino ad oggi era solo possibile scaricare preventivamente offline i contenuti che avremmo voluto vedere. La stessa cosa vale per gli altri operatori, come Netflix. Gli utenti di questo servizio avranno notato che quando si trovano all’estero è possibile accedervi, ma il catalogo mostrato appare differente da quello solitamente visualizzato in Italia. Questo perché Netflix è presente in più Paesi, ed in passato ha scelto di mostrare il catalogo della nazione da dove veniva effettuato l’accesso. Tuttavia, dal 1 aprile, per adeguarsi alla normativa sarà probabilmente mostrato anche all’estero lo stesso catalogo che si visualizza nel Paese ove è stato registrato l’abbonamento.

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Così come per il roaming telefonico, anche qui esistono delle limitazioni. Infatti la legge europea impone l’accesso libero dei contenuti per chi è in viaggio sia di lavoro o che di piacere, ma sempre di un periodo momentaneo deve trattarsi. Per questo gli operatori hanno la facoltà di verificare che l’utente non stia cercando di aggirare il regolamento. Sky per esempio, come ha dichiarato sul suo sito web, permetterà la visualizzazione dall’estero per 37 giorni consecutivi, trascorsi i quali l’utente dovrà accedere al servizio dal territorio italiano, dimostrando così di non trovarsi all’estero in pianta stabile. Come abbiamo detto la legge vale per tutti e quindi dovranno adeguarsi non solo Sky e Netflix ma anche Amazon Prime Video (non lo conoscete? 1 mese di prova gratis qui), Infinity e così via. L’obbligo non vale invece per gli operatori che mostrano contenuti gratuiti, come ad esempio Rai Play. Costoro potranno tuttavia scegliere di abilitare il servizio, identificando l’utente all’estero attraverso un documento di identità o un numero di carta di credito, sul quale non verrà comunque addebitato alcun costo.